-Antonio Di Bartolomeo-

 12 sentieri

I.
Il cosmo è essenzialmente plurale.

II.
Il filosofo vive conforme alla struttura plurale e diveniente del cosmo.

III.
Il pensiero plurale è meditativo e argomentativo, intuitivo e predittivo, esplorativo e creativo, strategico e realista.

IV.
Il pensiero plurale, nei limiti della sua operatività, promuove la coesistenza di forme reali e il loro equilibrio; ove non possibile, opta per la separazione funzionale degli incompatibili.

V.
Il pensiero plurale, rivolto alla diversità, favorisce la comprensione nel rispetto del punto di vista altrui.

VI.
Il pensiero plurale ripudia ogni forma di monismo, in tutte le sue articolazioni: assolutismo, integralismo, noismo, individualismo, settarismo e unicismo.

VII.
La pluralità è oltre l’Uno e i Molti. Il pensiero plurale neutralizza l’Uno, perché assorbe, e i Molti, perché disorientano. 

VIII.
Il pensiero plurale tende al superamento dell’illusione, della parvenza e della fallacia, e si pone sul piano del lógos e delle scienze.

IX.
La scrittura plurale si coltiva in tutte le sue forme, come fonte di ispirazione, condivisione e occasione di crescita personale.

X.
L’esercizio della pluralità esige libertà di parola e presuppone l’autocontrollo del pensiero e dell’emotività.

XI.
Il pensiero plurale persegue l’efficacia comunicativa, in ogni ambito del discorso, per mezzo di un linguaggio fluido, chiaro e semplice, in uno spazio condiviso e cooperativo. Si avvale di diversi stili di pensiero e riserva una particolare attenzione al plurilinguismo, alla polisemia e all’interdisciplinarità.

XII.
Il divino si rivela e si manifesta nell’ordine di infinite forme spirituali e religiose, per effetto di forze straordinarie del cosmo.

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I 12 sentieri del pensiero plurale non sono vie che conducono a una verità; sono diramazioni che riflettono l’essenza plurale e diveniente del cosmo.

Ogni sentiero diventa l’occasione per meditare sulle proprie convinzioni, fermarsi al bivio e decidere sul da farsi.

Non si tratta di assiomi o principi da acquisire passivamente ma percorsi di studio che introducono alla filosofia della pluralità.

Non costituiscono, altresì, un modo di rappresentare il mondo, ma suggeriscono un’idea di parzialità secondo l’ottuplice forma espressiva del pensiero plurale.

Presi nel loro insieme, i sentieri spalancano le vie dell’infinito.

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OLTRE L’UNO E I MOLTI

L’Uno, in quanto concetto, e in tutte le sue articolazioni nominali, non possiede alcuna potenzialità denotativa; neppure la singolarità e l’individualità possiedono i tratti ideali dell’Uno. Se anche in una stanza vi sia un solo letto non si può affermare che, in assoluto, esista un solo letto, che sia l’unico, che sia impossibile trovare un altro letto in un’altra stanza (d’albergo, per esempio!).

 

Da un punto di vista etimologico, il latino plūs ha la stessa radice di plēnus, pieno; mentre il mŭltu(m) ha la stessa radice di meliōre(m), che rievoca l’abbondanza di un raccolto fortunato, un dono sceso dal cielo (che acquista senso relativamente all’inaspettato superamento di un certo livello).

Nel quadro della mia filosofia, il “plurale” rievoca ciò che non è uno, e si pone, rispetto all’Unità, in senso eminentemente e diametralmente opposto. Se tuttavia il plurale fosse semplicemente un termine della Diade, si ricadrebbe nell’ottica dualistica, da cui la pluralità intende, tuttavia, affrancarsi. Ciò significa che non basta porre l’opposizione all’Uno. Occorre porre anche l’opposizione ai Molti. La doppia opposizione, però, non deve, ancora una volta, far ricadere il discorso nell’orizzonte della dualità. Ed è questo un punto delicato, sul quale dobbiamo preliminarmente indugiare.

La pluralità segnala uno slancio in avanti, oltre la sua stessa configurazione formale. Ciò che è plurale supera il vincolo della dualità, conquistando l’agognata alterità che lo pone in relazione alla totalità. In altre parole, è il modo di opporsi alla dualità che decreta il superamento del dualismo. Il plurale non è contro ma oltre l’Uno, non è contro ma oltre i Molti.

Cosa significa “essere oltre”?

 


 

Costruire e costruirsi un cervello migliore è possibile.

Scardina tutte le abitudini negative

Questa la buona notizia. Il cervello non è un unicum ma una struttura plurale; e non presenta alcuna rigidità precostituita se non quella acquisita in virtù di “cattive” abitudini (ammesso che ce ne siano di buone), oppure da malfunzionamenti dell’apparato sensoriale, percettivo e appercettivo. Il cervello ha un carattere versatile e dinamico. Ambienti idoneamente attrezzati per fungere da palestre stimolative, inducono ampliamenti fisici del cervello, che aumenta “miracolosamente” il suo peso. Nei ratti è stato possibile constatarlo, rilevando aumenti di peso sino al 9% del “normale”.

 

On Writing

 

Erotica Plurale