Multiverso e pluriverso

Qualche anno fa hanno scoperto una gigantesca macchia oscura nel cielo[1]. Non c’è luminosità, e sembra signoreggi il vuoto. Laura Mersini-Houghton dell’Università del North Carolina a Chapel Hill (Usa) sostiene sia l’impronta indelebile di un altro universo che sta oltre il nostro. Mai, d’altronde, la scienza aveva avuto modo di “rilevare” un buco così grande.

Era una mattina durante la quale i radiotelescopi del Vla (Very Large Array) – in grado di captare ogni più piccolo segnale radio emesso da una stella, una galassia o qualunque altro corpo celeste ancora attivo – non erano impegnati in osservazioni particolari.

Laura Mersini-Houghton (Tirana) è una fisica e cosmologa albanese.

Si decise allora di puntarli verso la “macchia fredda” individuata dal telescopio spaziale della Nasa Wmap (Wilkinson Microwave Anisotopy Probe). Si tratta di un’anomalia misteriosa presente nella mappa della “radiazione cosmica di fondo”. Tale radiazione presenta variazioni tra un punto e l’altro che non superano lo 0,001 per cento. Ma dalla “macchia fredda” che si trova in direzione della costellazione di Eridano, non giungeva ai radiotelescopi del Vla alcun “fotone”, segno che l’area in questione era sorprendentemente priva di materia. Comincia la rincorsa alle ipotesi per dare una spiegazione a quell’immenso buco fatto di nulla. Quella di Mersini-Houghton sembrava attribuire un senso al fenomeno, interpretandolo al di fuori della cosmologia standard. La ricercatrice ha utilizzato la “teoria delle stringhe”, per concludere che non esiste un solo Universo, bensì 10 alla 500 universi (ognuno con proprie leggi fisiche).

 

 

Spiega Mersini-Houghton: «Quando il nostro Universo si formò doveva interagire con gli altri Universi vicini. E quel buco è proprio il risultato di quell’interazione avvenuta subito dopo la nascita del nostro Universo che da allora, per le caratteristiche che esso possiede, continuò ad espandersi. Purtroppo non ci è possibile osservare ciò che ci arriva dai confini dell’Universo, che si trova tra 42 e 156 miliardi di anni luce da noi e quindi non possiamo vedere ciò che c’è oltre il buco».

Quel buco è proprio l’impronta che un Universo diverso dal nostro ci ha lasciato all’inizio del tempo e dello spazio. D’altronde, pare proprio che la maggior parte delle teorie correnti suggeriscano che tutte le strutture che oggi vediamo nell’Universo presero forma all’inizio del tempo e dello spazio.

Sempre Mersini-Houghton ipotizza l’esistenza di un altro buco simile a quello scoperto dalla parte opposta dell’Universo rispetto a quello già osservato – ipotesi tuttora sotto osservazione dalla comunità scientifica.

Ma se quanto ipotizzato da Mersini-Houghton non verrà smentito, dovrà iniziare la ricerca ai quasi infiniti universi che circondano il nostro.

Basterà a convincere gli uomini della struttura plurale del cosmo?

_____________________________

[1] Le informazioni e le citazioni che seguono sono tratte da un articolo di Luigi Bignami, intitolato Un’immensa voragine nello spazio. È il segno degli Universi paralleli, in la Repubblica.it, del 23 novembre 2007, reperibile sul sito http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/scienza_e_tecnologia/universo-parallelo/universo-parallelo/universo-parallelo.html.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.