Le falcidie del maccartismo

Joseph Raymond McCarthy si era distinto durante la Seconda guerra mondiale. Lo comprova una foto da Rambo dove, a torso nudo e con sguardo aguzzo, imbraccia una mitragliatrice.

Si candida al Senato consapevole di essere già piuttosto popolare; ma per incrementare il suo bottino di consensi s’inventa una campagna anti-comunista nota come “Caccia alle streghe”.

Durante un comizio, nel febbraio 1950, alla gente di Wheeling (West Virginia) mostrò una cartellina di cuoio affermando con superbo ghigno: “Ho in mano una lista di 205 elementi noti al Segretario di Stato come membri del Partito Comunista e che nonostante ciò lavorano ancora al Dipartimento di Stato e ne determinano la politica”.

Benvenuti nella fake news del maccartismo.

Ne fecero le spese centinaia di artisti, registi, compositori, attori, sceneggiatori e scrittori. Hollywood stessa venne accusata di essere il covo dei sovversivi rossi… e persino mostri sacri come John Wayne, Clark Gable, Gary Cooper, John Huston, John Henry Faulk, Humphrey Bogart, Elvis Presley, Zero Mostel, Elmer Bernstein e Charlie Chaplin finirono all’indice; furono sorvegliati e invitati a “comparire” dinanzi alla Commissione per le attività antiamericane.

Ovviamente c’era anche chi si adeguò al sistema e spalleggiò l’FBI e i servizi segreti che seminavano il terrore: Jack Warner, famoso produttore, dichiara di non amare i comunisti. Walt Disney è più duro: accusa i sindacati di aver organizzato scioperi dannosi, e in effetti era successo durante le riprese di Dumbo, e si dice pronto a fornire il suo aiuto per combattere i comunisti. Anche Ronald Reagan si dichiara nemico dell’ideologia socialista, sia pure con diplomazia e moderazione in quanto considera fondamentale la libertà di pensiero.

Coloro i quali si rifiutavano categoricamente di collaborare rischiavano grosso. Per esempio, Dalton Trumbo, grande sceneggiatore costretto a lungo a vivere all’ombra fu condannato a 11 mesi per essersi rifiutato di testimoniare. Nel 1957 vinse l’Oscar per il soggetto de “La più grande corrida” ma a ritirare la statuetta non c’era nessuno. Nel 1960 Kirk Douglas rivelò che lo sceneggiatore di Spartacus era proprio lui e la sua figura, quando alla Casa Bianca sopraggiunse Kennedy, venne riabilitata. Nel 1971 Trumbo firma uno dei film antibellici più celebri: E Johnny prese il fucile.

“È stata una vera e propria ondata di fascismo, la più violenta e dannosa che questo Paese abbia mai avuto” ebbe a dire Eleanor Roosevelt.

E McCarthy?

Il Senato americano lo sanzionò per la sua condotta “contraria alle tradizioni” parlamentari e alla libertà di parola. E dopo svariati ricoveri, morì il 2 maggio 1957. Ufficialmente la causa della morte fu un’emorragia interna causata da ipertensione; in verità l’alcolismo, cui il politico era dedito anche per il totale oblio in cui era caduto per la fine dell’ideologia del maccartismo che lo aveva reso famoso, causò un’epatite acuta che lo portò alla morte.

L’American Heritage Dictionary definisce il maccartismo come «la pratica di pubblicizzare accuse di slealtà politica o sovversione con un insufficiente riguardo per le prove» e «l’uso di metodi sleali d’investigazione e d’accusa per eliminare gli avversari politici».

 

FONTI:
History, n. 97, maggio 2019
Voce “maccartismo” su wikipedia

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