La donna parzialmente scremata

Al risveglio, con le palpebre socchiuse, la donna parzialmente scremata saluta il giorno con un rutto e si reca dal parrucchiere per la messa in piega. Fa pure le unghie, per graffiare sulla schiena il gatto della sua vicina.

Pratica il poliamore. Come cantava Ivan Cattaneo, è polisex. Non gradisce il corteggiamento all’antica, con stucchevoli lettere d’amore e mazzi di rose alla Morandi, Ranieri e Carosone. Anzi, ritiene la cosa alquanto aberrante. Accetta le avance dei controllori sui treni senza problemi, un po’ meno sui tram, purché il vagone non sia deserto; ma preferisce pavoneggiarsi all’aperto, in condizioni equo-solidali.

Fa colazione al bar: cappuccino chiaro e cornetto alla crema di limone. Si lecca le dita, flirta con la cameriera, consulta l’oroscopo e scappa in ufficio per ottemperare agli impegni lavorativi in stile liberty. Detesta sgobbare come certi allampanati impiegatucci. Che proprio non l’attizzano. Adora il divano e il divino, gode dinanzi a un porno solo se ben fatto, cioè mai. Risponde ai messaggi WhatsApp in totale relax e in déshabillé. Frequenta i social e si concede a balletti sensuali dinanzi allo specchio.

Sulle pareti della camera è affisso il poster di Cristiano Ronaldo accanto a quello di Papa Francesco; la scrivania è piena di bollette, orecchini e cartacce. Non manca la collezione Urania e tutti i libri di Massimiliano Fusai. Sul comodino depone, prima di dormire, un modellino in bronzo traforato di Ganesh, il dio dalla testa di elefante, il distruttore di ostacoli, pronto a sostenere qualsiasi impresa onirica.

Di pomeriggio, tiene botta alla seduta di yoga con vista panoramica sulla spiaggia; tra una respirazione e l’altra twitta, senza rinunciare a un Crodino con ghiaccio e poi… una bella doccia calda. Quattordici marche di bagnoschiuma, sciampo, stuzzichini e ben nove tipologie di Burro di Karité.

Ogni domenica si concede il lusso di una salutare corsetta fino al tabacchino in via del Ponteggio, per l’acquisto di fiammiferi, salviette e un paio di gratta e vinci da donare all’amica del cuore che, vanamente, cerca lavoro da una vita e non sa che pesci pigliare.

Non fuma. Avverte il bisogno di mantenere l’alito pulito. Non beve e non sniffa. Non sta con gente che beve e che sniffa.

A mezzogiorno rivolge gli occhi al cielo: contempla due gabbianelle spennacchiate che si rincorrono come treni a vapore nel cielo terso di un sabato uggioso. Allora si ricorda di quand’era bambina: avanti e indietro coi pattini per il corridoio dell’immensa villa di nonna papera… ancora traumatizzata dallo stridore di rotelline e urla apache, con lance e pistole da cowgirl.

La donna parzialmente scremata non ha peli sulla lingua e, siccome fa regolarmente la ceretta, neppure sulle gambe. Ciò piace agli uomini. Ma a lei gli uomini non piacciono.

Può accadere che uno particolarmente sfrontato chieda di poterle fare una foto da condividere su Facebook. Lei accetta, ma a patto che non sia rivelato il nome. Ci tiene alla privacy.

Nessuno la giudica. Semmai, la imitano. Di femmine così meravigliose non ce ne sono tante. Esemplari in via d’estinzione. Occorrerebbe cominciare a prendere sul serio l’idea di una petizione per trasformare le donnine di oggi in femmine parzialmente scremate. Sono come gli ultimi strati del rotolo di carta igienica. Vanno dosate con cura.

E sono dotate di spiccato senso dell’umorismo.

Sorridono quando c’è da ridere. Ma non fanno ridere… fanno piangere.

Quindi, occhio, alle donne parzialmente scremate.

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