La bellezza non produce conoscenza

Secondo l’estetica kantiana nel soggetto il bello suscita piacere perché stimola l’accordo armonico delle facoltà conoscitive. Il sentimento del bello non è altro che “il piacere per l’armonia delle facoltà conoscitive”, per l’armonico “accordo delle facoltà conoscitive” essenziale al lavoro della conoscenza. In ultima analisi, per Kant il gioco è subordinato al lavoro, all’esercizio.

Il bello non produce certamente alcuna conoscenza, però intrattiene l’ingranaggio conoscitivo. Di fronte al bello il soggetto si compiace di sé stesso. Il bello infatti è un sentimento autoerotico: non c’è alcun oggetto, bensì un sentimento soggettivo. Il bello non è l’altro dal quale il soggetto è rapito, incantato. Il sentimento di piacere al cospetto del bello è il sentimento di piacere che il soggetto prova per sé stesso.

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