Il Giappone nel mio cuore

Sono stato in Giappone. Serbo il più bel ricordo della mia vita. Una simbiosi perfetta di mitologia e letteratura. Mi ero così abituato allo stile semplice e regolare dei giapponesi che volevo trasferirmi là. Mi piaceva quel senso dimesso di affrontare le difficoltà e quella malinconia che traspare dal volto delle donne, bellissime e irraggiungibili.

Secondo il Global Peace Index la terra del Sol Levante è tra i dieci paesi più pacifici del mondo.

Il ritmo calmo e naturale fa da sfondo all’efficienza, anzi, ne è il tratto costitutivo. Così, anche nelle metropoli più densamente popolate come Tokyo, si avverte una pace introvabile altrove.

Mi sovvengono i ciliegi lungo i torrenti e l’inesauribile canto delle cicale, che sono d’ispirazione per haiku e filosofia.

“C’è chi dice che dipende dal gran numero di templi e santuari (ce ne sono più di duemila nella sola Kyoto) e dagli angoli di natura presenti un po’ dappertutto. Altri ritengono che dipenda dal senso estetico dei giapponesi, che induce il paese a offrire momenti di tranquillità, di semplicità e di bellezza nei luoghi più inaspettati. Altri ancora lo attribuiscono al modo di comportarsi della gente e al loro reciproco interagire” (Beth Kempton).

Il Giappone è magia di amore allo stato puro. È permanente fioritura. È wabi sabi. È poesia senza fine.

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