I Guardiani Della Galassia Vol. 2

Nei movimentatissimi Marvel Studios nascono e prendono vita continui progetti. Film, serie televisive, web-serie. Un calderone pazzesco dove tutto, ma proprio tutto, è strettamente collegato (anche le stronzate, ahimè), esattamente come nei fumetti che da decenni tengono compagnia agli appassionati, agli aficionados e anche a quelli che proprio nerd non sono, ma che apprezzano il multicolorato universo degli eroi in costume.

Due chiacchiere sul filmone dei Guardiani. Politicamente scorrette e con megaspoiler. Siete avvisati.

Antefatto

Nei movimentatissimi Marvel Studios nascono e prendono vita continui progetti. Film, serie televisive, web-serie. Un calderone pazzesco dove tutto, ma proprio tutto, è strettamente collegato (anche le stronzate, ahimè), esattamente come nei fumetti che da decenni tengono compagnia agli appassionati, agli aficionados e anche a quelli che proprio nerd non sono, ma che apprezzano il cosmo plurale degli eroi in costume.

Nel 2014, quatto quatto, James Gunn ha un’idea esagerata e pericolosissima e con Nicole Perlman scrive la sceneggiatura di un film su soggetto di Dan Abnett e Andy Lanning. Protagonisti: i Guardiani della Galassia! (Chiiii?)

Ah, già, vi starete chiedendo perché mai l’idea sia stata “pericolosissima”. Semplice. Se è vero, come è vero, che i cinecomic stanno avendo un successo pazzesco è anche dovuto al fatto che, bene o male, il grande pubblico conosce i nomi che vede uscire al cinema: Capitan America, Iron Man, Spiderman, the Avengers, Hulk, i Fantastici Quattro, gli X-Men. Tutti personaggi che sono transitati almeno una volta nella mente anche del meno avvezzo alla materia in questione (dite di sì).

Quindi, ovvio che a parte i super-nerds, ‘sti caspita di Guardiani nessuno sapeva chi fossero. E tu investi 150 milioni di dollari in un progetto come questo? (Sì, e sei un figo, oltre che un genio).

Il resto è storia. Il primo film, “I Guardiani della Galassia”, frantuma ogni aspettativa e fa il boom al botteghino. Gente e critica entusiasti, magazine e giornali con il morale alle stelle, donne in esplosione ormonale, uomini alla caccia di donne verdi bbone-bonissime e Mamma Marvel che si frega le manine. Eh, sì, perché dopo una botta del genere non puoi nemmeno pensare di non fare un sequel. E infatti…

Il Vol.2

Contenti e preoccupati allo stesso tempo, io e la mia dolce metà siamo andati a vedere ‘sto film dopo che il Vol.1 ci avevo fatto girare con l’hula hoop due settimane e così… Eccoci! Un mercoledì sera, non troppa gente (dannati cinefili del fine settimana di ‘sta cippa). Schermo grande (bella storia), audio perfetto.
Via le luci. E… azione!

Innanzitutto manca l’effetto sorpresa perché ormai lo sanno anche le piastrelle della cucina di Cracco chi sono i Guardiani, cosa fanno e, soprattutto, come lo fanno (dite ancora di sì). Scanzonati, irriverenti, politicamente scorretti, caciaroni, questo squinternato gruppo di eroi galattici si ripresentano in forma smagliante. E l’inizio è, come dire… spiazzante! Ti ritrovi sulla Terra del 1980 e chi incontri? Un Kurt Russell ringiovanito di una trentina d’anni abbondanti! L’uso della computer grafica in questo caso è pazzesco, perché il caro vecchio Kurt sembra appena uscito dai panni di Jack Burton (anche se con i capelli lunghi di R.J. MacReady) e figo il doppio.
E con chi lo vediamo? Ma con la mamma di Peter Quill/Star Lord, ovviamente. E quindi… ma allora… cioè, vorresti dire che… sarebbe Lui il cosmico papà del protagonista?

Dopo una overture del genere ti aspetteresti qualcosa di attinente, ma quella volpe di Gunn (che di questo capitolo è regista ma anche unico firmatario della sceneggiatura e, cazzo!, meno male) decide che tanto vale parlarne dopo del paparino di Peter. E così, passiamo a trent’anni nel futuro, in mezzo alla galassia, nel regno dei Sovereign. (Naaa…non soffermatevi troppo sui nomi e su tutti i particolari. Io sono un cazzo di fissato con ‘ste robe e rischiate di non venirne fuori).

Comunque, la pellicola è cominciata, ma non c’è ancora traccia dei titoli di testa (nel Vol.1 erano stati scon-vol-gen-ti). Vediamo i nostri in attesa di prendere a calci nel culo un super mostro interdimensionale e poi… TA-DAAA! Il colpo di genio! Il piccolo Baby Groot (che è rinato come piccola pianta alla fine del primo film dopo aver salvato i compagni… ma lo sapevate, no?) inizia a ballare sulle note di una sfolgorante “Mr. Blue Sky” degli Electric Light Orchestra mentre attorno a lui infuriano le legnate tra il resto dei Guardiani e il mega-mostro-mostrissimo e, ovviamente, con i titoli che scorrono sullo schermo. Voglio dire… parliamone! Non solo ti sbraghi dalle risate perché Baby Groot è spassosissimo, ma sembra di essere alla fiera delle montagne russe con una musica pazzesca!

Ok ok ok…e adesso? Se vi racconto tutto tutto, poi che cribbio andate a vederlo a fare? Va bene gli spoiler, ma così è troppo. No? va bene, dai, riassuntino rapido rapido: i Guardiani le suonano e le buscano a destra e a manca; scopriamo che Russell altri non è che il pianeta vivente Ego, padre di Peter Quill e con in mente un’ideuccia piuttosto stronza; i Sovereign danno la caccia ai Nostri, ma anche i cari, vecchi Ravager (il gruppo di mercenari capitanati nel primo film da Yondu, l’uomo blu col fischietto facile , ma anche “patrigno” di Quill); ci si cucca un super cameo di Sly Stallone; Nebula e Yondu passano dalla parte dei Guardians; Baby Groot ne combina una per colore; Rocket è una macchina da guerra e volgarotto il giusto; Drax spacca tutto sia con la forza che con l’ignoranza; Gamora e Peter non si baciano e ce la fanno sospirare ‘sta porcocane di love story intergalattica; vediamo pianeti esplodere, salti spaziali spacca-molecole, morti dolorose e vittorie fantastiche… Ci sono persino gli Osservatori. (Come chi sono!)
Uff… Che fatica ragazzi non raccontarvi i particolari!

Avete presente un ottovolante continuo, iperveloce e a gravità zero? Ecco, il film è la sua versione dopata. Roba da lasciarti secco sulla poltroncina del cinema.

James Gunn ci ha messo davvero tutto l’impegno possibile per rendere al meglio un sequel che rischiava di essere un flop di dimensioni ultra-giga-fotoniche, ma ha lavorato di fino ed è riuscito nell’impresa. Se, ad esempio, “Avengers: age of Ultron” un po’ di amaro in bocca l’aveva lasciato (dite di sì!), questo “Guardiani 2” è il perfetto concentrato di come devi fare il seguito di un cinecomic con i controcazzi al quadrato.

La cosa incredibile è che la pellicola è piena di sotto trame, agganci ai film Marvel precedenti e prossimi venturi, ma non si accartoccia su sé stessa diventando indigesta. È calibrata al punto giusto, dosata e mescolata in modo tale da farti apprezzare ogni istante. Equilibrio e follia. C’è la Storia, la spacconaggine, il sentimento (ah, sì, un sacco!), il divertimento (di più!); le battaglie sono stupende, le immagini pazzesche, gli interpreti azzeccati. Insomma, un filmazzo di genere come da tempo non si vedeva. Anzi, no, dal primo Guardians Of The Galaxy, of course!

Che dirvi ancora, vediamo un po’…

Pur non potendo apprezzare le performance vocali di Bradley Cooper (Rocket) e Vin Diesel (Baby Groot), vanno premiati alla grande i doppiatori italiani, Christian Iansante e Massimo Corvo. Sui personaggi del piccolo alberello e del procione, poi, va veramente sottolineata la grandiosità dell’idea e la resa animata: semplicemente da applausi ai limiti dell’isterismo danzando attorno a un fuoco stellare.

Le litigate tra Star Lord e Rocket e la mancanza delle più banali regole di tatto di Drax sono da piegarsi dalle risate.

La costruzione del film è ovviamente al 90% in CGI, ma tutto, proprio tutto, sembra assolutamente vero. Quindi un merito e un plauso enorme vanno allo stuolo di tecnici che ci hanno lavorato, costruendo scenari e mondi e galassie e molto altro. Ma molto molto, però.

Le scene post credit ve le dovete vedere tutte perché sono più di due e una, soprattutto, è un tera-spoiler sul terzo capitolo già in lavorazione con l’arrivo di un personaggio che… Giuro, non ve lo dico perché sono buono, ma ogni fan Marvel che si rispetti salterà sulla poltrona e farà la òla. Garantito.

Stan “Il Genio” Lee è presente in due micro interventi. Nel bel mezzo del film e in una scena post credit. Il vecchiaccio sorridente non molla, bella Stan!

Le musiche sono straordinarie e cercate con un gusto pazzesco. Dagli Electric Light Orchestra ai Fleetwood Mac, dagli Sweet a Sam Cooke. Roba da palati sopraffini. Tutto ben messo al momento giusto. E se vi sembra musica “da vecchi” vi auguro di rimanere chiusi in una stanza con degli altoparlanti da 2000 watt che vi trapanano con Gigi D’Alessio. Insomma, che siate fan o meno della colorata banda di eroi di Casa Marvel, questo film/parte seconda non ve lo dovete perdere. E se per caso avete saltato il primo, razza di impiastri, andate a noleggiarlo e poi correte al cinema, che sono soldi spesi bene.

Gunn ha fatto un vero capolavoro, piazzando in tre anni due colpi che stenderebbero chiunque. E se pensate che sia finito qui, sappiate che i Guardiani torneranno in un Vol. 3 e anche nel prossimo “Avengers: Infinity War”.
Roba da leccarsi le orecchie!

E adesso, tutti in coro: I AM GROOT!!! (Che cacchio ve lo spiego a fare…andate al cinema!)

P.S.: il personaggio accennato nel post credit è… Adam Warlock!
(Lo so, sono un inguaribile bastardo!)

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