Facebook farà impazzire tutti

(Articolo derivante da un post su Facebook dell’11.03.2019)

Di fatto è bastato un post per mandare in crisi mezzo mondo. Persino le persone che mi conoscono bene e altre, che pure sapevano che stavo conducendo un esperimento, sono andate in tilt.
Un solo messaggio è stato in grado di seminare il panico. 
Ho ricevuto decine e decine di messaggi… di gente incapace di contestualizzare e di recuperare lo sfondo della figura, ciò che avrebbe permesso di percepire la realtà senza distorsione. Comunque, non si tratta di un mero effetto ottico (come spiegano i principi gestaltici), ma di una de-entificazione dell’ente per effetto della ni-entificazione dello sfondo. E nell’indifferenziato – come ho più volte sostenuto – non si dà pluralità.
Nefasta asimmetria in grado di cancellare in un attimo migliaia di post, di articoli, di commenti che peraltro seguivano uno storytelling studiato ad hoc per diffondere in lungo e in largo le attività editoriali della Pluriversum.
Nasce spontanea la domanda: a che serve prodigarsi giorno per giorno per qualcuno se, poi, basta un nulla a provocare un voltafaccia?
Non dico che non sia giusto abbandonare un progetto che non desti più interesse. E non sto colpevolizzando chi si è lasciato abbindolare dal mio post. Ne avrà avuto tutte le ragioni. D’altronde, se non siamo capaci di ispirare fiducia e, anzi, se causiamo dubbi, non dovremmo lamentarci se poi, in una repentina reazione, il dubbio si trasforma in certezza. 
Qualcuno sostiene che certe cose, certi esperimenti non vadano fatti… ma è sempre valido il dibattito sulle vivisezioni… e sull’uso di animali da laboratorio…
Chissà…
Qualcuno sostiene che Facebook sia un’arma che può indurre vantaggi o anche svantaggi. Ma è proprio quest’alternanza imprevedibile di bene e male, di bianco e nero, di amore e odio che rende questo “social” demoniaco, perché, in effetti, divide con taglio netto lo yin e lo yang della comunicazione umana. A tal punto che non c’è post e messaggio che tenga.
Anche questo post verrà fra-inteso, interpretato cioè fra il nulla del prima e il tutto del presente, e perciò in-compreso; non essendo possibile, per qualche ragione di natura matematica, considerare lo sfondo della nostra amicizia. Un’amicizia virtuale… che Facebook ha degradato in scambio di inutili bla bla bla. A meno che, ingannando noi stessi il mostro di Zuckerberg, non troviamo vie alternative di socializzare nel web.

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