Cos’è il fascino

Il termine italiano fascino avrebbe la medesima radice di fascismo, e rimanda cioè all’azione del legare: legare in senso fisico, per esempio diverse erbe facendone un unico fascio, o diverse verghe con una scure in mezzo facendone il fascio littorio; e legare in senso psichico, per esempio una persona a un’altra che ne subisce il fascino e ne resta affascinata. È esattamente quest’ultimo il senso primario del latino fascinum, che significa “malia”, “incantesimo”. Il fascino è l’attrazione, ciò che in inglese si chiama appeal e in francese charme, ed esso si può esercitare e si può subire.
La prima manifestazione dell’esperienza soggettiva della bellezza è senza dubbio il fascino: si capisce cioè se una cosa (o una persona, una musica, un luogo…) per noi risulta bella se ci attrae: quanto più ne siamo attratti, tanto più per noi quella cosa è bella. Questo non significa che essa sia veramente bella, come si capisce dal fatto che su altri la medesima cosa può avere un fascino decisamente minore o inesistente. Il fascino, in altri termini, è strettamente legato al desiderio, ma, come il desiderio, è tanto potente quanto personalissimo e ondivago. 

(Da La via della bellezza, di Vito Mancuso)

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