Autocreazione dell’opera d’arte

L’opera romanzesca ma anche artistica non è unicamente il prodotto del romanziere o dell’artista. L’opera si autoproduce più o meno come il bambino si autoproduce nel grembo della madre. La madre nutre l’embrione durante i nove mesi della gestazione, ma è l’embrione a svilupparsi, con le sue proprie forze, con i suoi geni. Ogni opera è coanimata da un potere autocreatore che evidentemente si nutre dello scrittore, ma l’opera è anche il suo autore. Così il romanzo è un essere vivente, quando viene scritto, ma anche quando viene letto. Inanimato in una libreria o in una biblioteca, riprende vita sotto e mediante lo sguardo del lettore.

(Cfr. Sull’estetica, Edgar Morin)

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