Apatici, stupidi e paranoici

Siamo sempre più apatici, stupidi e paranoici: se qualcuno si commuove per un migrante morto nel Mediterraneo o spende una parola in favore di un africano, viene subito bollato “di sinistra” e pertanto “buonista” e infine “non italiano”.

La mente schematica appone il timbro e spera di rasserenarsi. Ha bisogno di rinvigorire continuamente la dualità cui soggiace il pensiero. Di radicarsi sul terreno dell’odio. E si odia credendolo giusto. Si odia consapevolmente.

I social, ove ci si esprime senza freni inibitori, come se si pensasse ad alta voce, sono un preoccupante termometro della deriva di sentimenti e pluralità: viene definito “demente” o “pidiota” chi non condivide la politica di Salvini.
Non si accetta la diversità di idee. O, per meglio dire, la si costruisce sotto forma oppositiva per rafforzare la propria identità, sentirsi forti e darsi un senso.

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