Al telefono con l’autore: Horion Enky

Una piccola calamità naturale caratterizzava il paesino di Trecenta (RO), quando con l’arrivo della stagione autunnale, il Veneto legava la propria anima ai suggestivi paesaggi che invitavano i pittori alle pennellate rosse, arancio e gialle, trascinando i fotografi a immortalare l’elargizione del creato nei vecchi album fotografici, ormai in disuso. Trecenta risentiva del crollo demografico originato dai capricci del Po, quando il piccolo Claudio Bizzi, il primo ottobre del 1955 venne alla vita per nutrirsi di curiosità e mistero, tentando in ogni modo di estinguerli con la fame del sapere. Laddove la scienza fallisce, la fantasia si innesta.

Ribattezzato con lo pseudonimo Horion Enky, l’autore diventa importante per la Pluriversum, e nella coda di una domenica qualunque, accetta di accoglierci telefonicamente per parlare di sé.

Ha un temperamento mite, il Nostro. Una voce giovane, determinata, lievemente accompagnata da qualche intonazione malinconica.

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CIAO CLAUDIO, SPERO NON TI DISPIACCIA SE MI RIVOLGO A TE CHIAMANDOTI CON IL TUO NOME ORIGINALE

Ci mancherebbe altro!

 

HAI SESSANTACINQUE ANNI E UN CURRICULUM CARICO, IMMAGINO.

Non tanto carico, ho cominciato a scrivere qualcosa da bambino e da ragazzo, ma ho dato corpo ai miei scritti solo in età adulta.

 

QUANDO HAI SCOPERTO DI ESSERE UN ARTISTA?

Più che artista mi sono sempre definito un sognatore. I primi segni del mio carattere un poco particolare, li ho avvertiti da bambino. Nonostante vivessi circondato da tante persone, sentivo l’esigenza di chiudermi in me stesso, d’isolarmi dalle voci; invadenti per un sognatore. Spesso in testa mi balenavano dei pensieri che avrei voluto foggiare in canzoni, ma buona parte di questi non sono mai scivolati dalla penna. Altri gli ho scritti di getto, in seguito a slanci d’ispirazione.

 

IL TUO RAPPORTO CON LA SCUOLA?

Pessimo (ride)

 

CHI ERA CLAUDIO DA BAMBINO?

Claudio era un bambino molto fantasioso, giocava con la propria creatività. Dopo gli studi obbligati dalla legge ha lavorato come allestitore di palcoscenici per complessi musicali. Durante quel periodo cominciavo a osservare l’arte in viso. Giunto l’intervallo della leva ha dovuto abbandonare il lavoro. Rientrato mi misi in proprio, esercitando come restauratore e decoratore, sostenendomi costantemente con il fulcro della creatività.

 

LE TUE LETTURE PREFERITE?

Amo leggere tutto ciò che è legato al mistero

 

CLAUDIO, NONOSTANTE TU ABBIA COMINCIATO IN ETÀ MATURA CON LE PUBBLICAZIONI, IO VEDO CHE NEL TUO ATTIVO HAI GIÀ BEN NOVE LIBRI EDITI. UN LIBRO DI FANTASCIENZA, TRADOTTO IN INGLESE E ACQUISTABILE ONLINE; “LA CADUTA DEGLI DEI” LO HAI DONATO ALL’AMERICA.  ALL’ITALIA INVECE HAI REGALATO DEI LIBRI DI POESIE: IL PARADISO PUÒ ATTENDERE, AFFRESCHI DI VITA, NON INNAMORARTI DI UN POETA, STRADE, UNICO AMORE, QUEST’ULTIMO IN COLLABORAZIONE CON IRIS VIGNOLA, E QUALCHE RACCOLTA DI STORIE FANTASTICHE: FILASTROCCHE MAGICHE E FAVOLE INCANTATE, SEMPRE IN CONCORSO CON IL VIGNOLA, STREGHE FOLLETTI E FATE, INFINE L’ULTIMO LIBRO CHE LA PLURIVERSUM STA LANCIANDO: L’ALTRO LATO DELLO SPECCHIO: UNA RACCOLTA DI RACCONTI FANTASY BEN BAMBINI E ADULTI. ALLA FINE, TI SENTI PIÙ POETA O SCRITTORE?

Non mi sento un vero poeta, nemmeno un vero scrittore. Preferisco classificarmi come un sognatore

 

DAI TITOLI DEI TUOI LIBRI OSSERVO CHE TENDI A SCRIVERE PER I BAMBINI. C’È UN MOTIVO?

Mi sento legato al mondo dell’infanzia, forse perché durante la puerizia la fantasia è il punto cardine della vita. Inoltre, mia madre per tenermi buono, mi raccontava delle favole di sua invenzione, credo estemporanee. Probabilmente ho ereditato da lei.

 

E LO SPECCHIO? COSA RAPPRESENTA PER TE?

Nelle favole c’è spesso uno specchio, anche metaforicamente parlando. Non saprei dire se l’immagine riflessa è veramente una semplice apparenza; di certo, nell’altro lato dello specchio si nasconde un mondo incantevole. Ed è questo mondo magico che desidero esplorare.

 

QUINDI, CI VUOI CONDURRE NELL’ALTRO LATO DELLO SPECCHIO?

Si tratta di un titolo simpatico di un libro concordato già in estate del 2019 con l’editore, che ha immediatamente accolto la mia idea.

 

 

QUALI SONO LE TEMATICHE PRINCIPALI CHE AFFRONTI CON LE TUE POESIE?

L’amore prima di tutto. Però non mancano le poesie legate alla riflessione sulla vita, né quelle sulla morte.

 

HAI PAURA DELLA MORTE?

Assolutamente no. La morte è fisiologica come lo è la vita. Ma come tutti i temi legati al mistero, mi attrae. Lo spirito non muore e credo che dopo il decesso fisico, per l’anima ci sia una rinascita, una nuova vita.

 

SEI ATEO?

No, ma non credo al Dio proposto dalle religioni. Credo che sia un’energia superiore a quanto viene professato.

 

TRA LE TUE TANTE OPERE, QUALI DI QUESTE TI RISPECCHIA DI PIÙ?

La mia ultima raccolta di poesie, sicuramente. Come se fossi riuscito in maniera completa a denunciare il mio ego. Con lo stesso libro ho partecipato a diversi concorsi, ottenendo quasi sempre la medaglia d’oro. Su sette concorsi ne ho vinto cinque.

 

SEI COMPETITIVO?

Non particolarmente. Ho deciso di concorrere per delle spinte esterne, ma in realtà non credo molto alla buona fede dei giurati. Spesso portano al podio persone con le quali sono legati da un rapporto amicale.

 

COME MAI HAI SCELTO UNO PSEUDONIMO PARTICOLARE PER LA TUA CARRIERA ARTISTICA?

Enky è il dio creatore dell’uomo nella mitologia sumera. Horion è legato alla costellazione Orione. Amo la mitologia e come già detto, amo il mistero. Lo pseudonimo me lo sento affine.

 

QUALI ASPETTATIVE HAI PER IL TUO FUTURO ARTISTICO?

Scrivere altri libri, e che il pubblico dei lettori riuscisse a scavare fino in fondo nel mio interiore. Spesso siamo circondati da persone superficiali, limitate

 

COSA CAMBIERESTI DELLA TUA VITA?

Troppo cose. Non saprei da dove cominciare

 

HAI DELLE PAURE?

Non più. Da giovane imparai a superarle tutte. Disprezzo solo i furbi che per mezzo della loro gesta ai danni del prossimo, ottengono compensi monetari ingenti. Io sono sempre stato onesto e fedele alla mia parola. Un uomo con la coscienza pulita non ha nulla da temere.

 

COSA AMI DI TE?

Il mio carattere curioso. Mi ha dato tanto e aiutato a scoprire molti universi.

 

QUALCOSA DEL TUO CARATTERE CHE NON TI PIACE?

A volte vorrei essere meno buono.

 

SE IO DOVESSI REGALARTI UNA BACCHETTA MAGICA, QUALE DESIDERIO ESPRIMERESTI?

Viaggiatore del tempo, per osservare con il mio occhio altri modi di vivere.

 

MA TU CLAUDIO, IN UNA VITA PRECEDENTE, CHI ERI?

Sicuramente un mago. Nel mio prossimo libro scriverò di alcuni bambini legati alla magia

 

IL TUO MOTTO?

Vivi l’emozioni che stanno in te, o potresti pentirti di non averlo fatto.

 

SALUTA I TUOI LETTORI CON UN INSEGNAMENTO CHE VORRESTI IMPARTIRLI

Vivete con più amore.

 

 

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