Dio Uno o divinità in forma plurale: Mauro Biglino

Secondo Mauro Biglino (La Bibbia non parla di Dio, 2015) presso gli Ebrei dell’antichità biblica manca il concetto di Dio, inteso come essere supremo, trascendente, onnipotente, eterno e infinito. Ma gli Egizi possedevano l’idea di un Dio-sole svincolata da ogni rappresentazione antropomorfa e zoomorfa. Secondo l’etnologo e studioso delle religioni Padre Schmidt, si può parlare di “monoteismo primordiale”, espressione che allude al dio unico delle origini. Da un punto di vista alternativo, Raffaele Pettazzoni avanza l’idea della personificazione della volta celeste in primis e di altri elementi della natura, in secondo luogo; in pratica, il monoteismo si è formato da […]

La Bibbia non parla di Dio?

Non esiste, nella lingua ebraica impiegata nell’Antico Testamento, una parola che indichi Dio nel senso inteso dalla teologia cristiana: come Ente supremo, trascendente, eterno, infinito, onnipotente, onnisciente, Bene e Amore assoluti, creatore, altissimo e perfettissimo. Lo sostiene Mauro Biglino nel suo libro La Bibbia non parla di Dio, pubblicato presso Mondadori nel 2015. L’articolo che segue prende le mosse dall’intrigante testo del lo studioso torinese e sviluppa alcuni concetti di natura filologica e teologica. Anzitutto, cos’è la Bibbia? Il termine “Bibbia ebraica” è solitamente usato per indicare i testi sacri della religione ebraica, l’etimologia di Bibbia è greca e significa […]

Muhammad e le origini dell’Islam – Terza parte

Il termine “sunnita” si deve a Ibn Ḥanbal; designa un’organizzazione sociale e la stessa comunità religiosa (Ahl al-sunna wa l-jamāʿa) intenta a perseguire la politica inaugurata da Muhammad e consolidata dai primi califfi. Il termine sciita, invece, indica i sostenitori di Alī, i quali, sin dalla morte del Profeta, nel 632, nelle vicende successive e soprattutto in seguito alla Battaglia di Kerbelā (680) si sentono defraudati, completamente esclusi dalle posizioni di comando; non accettano le modalità di elezione del califfo attraverso il ricorso alla shūra, cioè alla consultazione in seno a un ristretto consiglio di muhājirūn. In generale, essi non accettano […]

Muhammad e le origini dell’Islam – Seconda parte

In seguito alla morte di Muhammad, avvenuta nel 632, i musulmani si ritrovano la patata bollente della successione. La potente tribù dei Banū Quraysh, alla quale il Profeta apparteneva, aveva realizzato il sogno di riprendersi La Mecca sotto l’egida di Allāh, dopo appena un decennio di lotte, proclami, tregue e rivelazioni. Si trattava, adesso, di amministrarla secondo i dettami del Corano e degli stessi ḥadīth riconducibili a Muhammad. Eppure, ecco un primo problema: cos’ha realmente detto e fatto il fondatore dell’Islam? Chi poteva farsene credibile testimone? Intanto, non vi erano eredi maschi; la scelta per il primo khalīfa cadde su […]

Muhammad e le origini dell’Islam – Prima parte

a. L’Islam nel contesto dell’Arabia del VI secolo L’Arabia del VI secolo non è un territorio particolarmente ambito. Se si eccettua forse qualche sporadica attività mineraria di oro e altri metalli, la regione, con i suoi immensi deserti e il clima generalmente ostile, si presentava agli occhi dei più floridi vicini – Bizantini e Sasanidi – assai poco appetibile. L’unica attività produttiva degna di nota era quella del cuoio, utilizzato per selle, finimenti, calzari, scudi, tende e altro equipaggiamento militare. La penisola arabica (soprattutto per le strisce costiere) costituiva nondimeno una via di transito per carovane e mercanti, nonché una […]

Mani e la lotta alle forze dell’Oscurità

Pittore rinomato, medico di fama e taumaturgo, Mani nacque in Iran nel 215 d. C. e morì, in territorio mesopotamico, nel 276. È considerato il fondatore del manicheismo ma pure audace apostolo di un messaggio ecumenico di fede e fratellanza fra i popoli. Venne condannato per impostura ed eresia dai rappresentanti della religione imperiale. Un buon profilo biografico, tenuto conto delle scarse notizie pervenute sulla vita e le opere di questo straordinario personaggio, lo delinea Amin Maalouf con un testo pubblicato nel 2001, Giardini di luce. La storia di Mani, il profeta della fratellanza universale (Edizioni Bompiani). Mani propende per una […]

Le Quattro Nobili Verità del Buddha in rapporto alla medicina ippocratica

La tradizione narra che il principe Siddhārtha Gautama a un certo punto della sua vita, colto da ansia esistenziale, abbandona la vita di palazzo per intraprendere un cammino di ricerca spirituale. Come farà Gesù e Maometto, si ritira a vita ascetica e spirituale; giunge all’illuminazione seduto in posizione meditativa, nel Parco dei Cervi (o delle gazzelle) di Sārnāth, presso Varanasi. Può così giungere alla comprensione del senso della vita e allo sviluppo della dottrina delle Quattro Nobili Verità: la verità della sofferenza, la verità dell’origine della sofferenza, la verità della cessazione della sofferenza, la verità della via che porta alla […]

La Via dei sufi nella Tradizione islamica

Etimilogie Il termine taṣawwuf si riferisce alla lana (in arabo sùf) di cui erano fatti gli abiti dei primi mistici musulmani; seguendo altre etimologie il vocabolo ṣuffa designa il portico antistante la moschea di Maometto a Medina, ove si raccoglievano i fedeli (il Profeta era infatti molto ospitale). Possibile anche che il termine sufismo derivi da safà’ (purezza), con riguardo anche alla collocazione dei pii musulmani in prima fila (saff al-àwwal), che poi significa essere dinanzi ad Allah. Altri hanno suggerito che la parola deriva dal termine ahl aṣ-ṣuffah (“il popolo della panchina”), un gruppo di umili compagni di Maometto che pregavano con Lui. Secondo lo studioso Henry Corbin il […]