Empedocle: misteri e magia nella filosofia antica

1. «Nella storia del pensiero occidentale Empedocle, per quanto ne sappiamo, è il primo ad aver specificamente ridotto tutto ciò che esiste a quattro elementi fondamentali»[1]. Cioè, acqua, aria, terra e fuoco – «che si relazionano attraverso philia e neikos: il continuo, incessante aggregarsi e disgregarsi delle radici costituisce tutto l’esistente. La combinazione fra quelle radici originarie (già individuate dai predecessori di Empedocle, ad esclusione della terra, aggiunta per la prima volta da quest’ultimo) è il punto nodale della risposta di Empedocle al problema dell’arche, ovvero dell’uno-molti: dalle radici-unità il processo relazionale giunge ai molti, cioè alla molteplicità delle cose […]

Gilgameš: variazioni sul mito

Sette giorni e sette notti pianse, Gilgameš, alla morte del suo amico Enkidu. Non si capacitava di quella improvvisa dipartita. Non l’accettava. E sarà il suo stesso tormento a spingerlo a sfidare il fato. Torna il sole, tornano le stagioni, torna il vento. Le rose appassiscono e poi germogliano ancora. Tornerà pure il mio compianto fratello – pensava. Disperato, ma anche fiducioso, immaginò che esistesse un luogo eterno ove la morte dimori. Lì avrebbe trovato Enkidu, magari lottato per portarlo via. Intanto, bisognava scoprire dove si nascondesse quel posto. E gli consigliarono di rivolgersi a un poderoso eroe, l’unico – […]

Il sonno e la psicologia del profondo

Secondo i canoni della psicologia scientifica occidentale, il sonno è una necessità fisiologica. Se disturbato, si ripercuote negativamente sulle funzioni psicofisiche della persona: ci si sente irritabili, nervosi, spossati e confusi. Secondo la US National Sleep Foundation, la persona necessita di 7/10 ore di sonno. Alcuni studi consigliano di dormire 8 o al massimo 9 ore; altri, più recenti, 7 ore. In totale, quasi duecentomila ore di sonno in tutta una (lunga) vita. Perché? Ne abbiamo davvero così tanto bisogno? [1] Esistono due gruppi di teorie che cercano di spiegare la funzione del sonno: le teorie ristorative e le teorie […]

Simbologia del sogno: un’introduzione critica

…vogliamo dire che nell’atto di autocreazione l’Uno e il suo creare sono contemporanei, oppure che l’Uno coincide con il suo creare e con quella che sarebbe lecito chiamare la sua eterna generazione»; «è il Primo, e non il primo di una serie, ma nel senso della forza e della potenza frutto di autodeterminazione e di purezza. Plotino   Muoviamo dall’esigenza di sfatare – nell’Era dell’Acquario – il luogo comune secondo cui il sogno celerebbe significati simbolici straordinari. Molte persone credono che i sogni contengano “perle di saggezza”, di valore persino superiore a quelle che traggono origine dall’attività conscia diurna. Si […]

Comare Morte non fa differenze

Un pover’uomo aveva dodici figli e doveva lavorare giorno e notte per poter procurare loro soltanto il pane. Quando venne al mondo il tredicesimo, non sapendo più cosa fare, corse sulla strada per pregare il primo che incontrasse di fare da padrino. Il primo che incontrò fu il buon Dio. Il buon Dio già sapeva cosa gli pesava sul cuore e gli disse: “Pover’uomo, mi fai pena: terrò a battesimo il tuo bambino e provvederò perché sia felice sulla terra”. “Chi sei?” domandò l’uomo. “Sono il buon Dio.” “Allora non ti voglio per compare, perché dai ai ricchi e fai […]

Il sogno e il mondo infero

Entrare nel mondo infero significa entrare in contatto con gli eidola. E «poiché essi non hanno sostanza, non ci è lecito usare il nostro comodo linguaggio sostanzializzante»[2]. Non si può attribuire agli eidola questo o quello; se ne può parlare, ma soltanto per ciò che sembrano essere o per ciò a cui sono paragonabili. Le nostre affermazioni devono essere precedute da un come. Possiamo agire in forza di un pensiero immaginativo che lavori per immagini e associazioni. «Gli eidola vanno distinti dalle icone, che sono piuttosto delle copie in senso pittorico, oggetti visibili, esistenti nel mondo esterno, che si possono […]

Uomini e donne in età paleolitica

Dalle poche fonti che abbiamo fortunatamente a disposizione, come pitture su pareti, statue in pietra, piccoli oggetti, gli studiosi ritengono che in età paleolitica uomini e donne convivessero in una situazione di sostanziale parità. Poi, intorno al 3000 a.C., l’importanza sociale della donna comincia ad affievolirsi, relegata a ruoli domestici e sempre più esclusa dal potere e dai possedimenti (che non a caso divengono patri-moniali). Questa nuova condizione fu forse l’effetto della rivoluzione agricola: il faticoso lavoro dei campi, il governo dei buoi e l’uso dell’aratro furono assunti dagli uomini, corporalmente più adatti. In breve, anche altri mestieri passarono nelle […]

La notte di Valpurga

La notte di Valpurga è una festa di celebrazione della primavera, tipica delle regioni centro-settentrionali d’Europa. Celebrata tra il 30 aprile e il primo maggio con canti, balli e falò, assume diversi significati a seconda delle differenti tradizioni e culture dei Paesi presso i quali è celebrata. Secondo vecchie tradizioni germaniche le streghe uscivano dai loro rifugi per danzare in onore della luna sul monte Blocksberg, sul confine tra i Länder della Bassa Sassonia e della Sassonia-Anhalt, nella catena montuosa Harz (parola che in tedesco significa “foresta”). La tradizione si sovrappose alla celebrazione della ricorrenza di santa Valpurga, fino a […]

Il porco: amico dell’uomo (soprattutto a tavola) – Seconda parte

Se si eccettuano i Greci, i Romani e i Galli, tutti gli altri popoli e, in particolare, quelli del Vicino Oriente lo considerano un animale impuro. Gli Egizi, che inizialmente lo allevano e ne utilizzano la carne, finiranno per disprezzarlo, attribuendolo a Seth, il dio demoniaco della mitologia egizia. Il consumo della carne di porco (e, ovviamente, di cinghiale) è vietato agli Israeliti (Levitico, 11, 7; Deuteronomio, 14,8). Lo è tuttora in tutto il territorio d’Israele; peraltro, il tabù non lo riguarda solo da morto: anche da vivo non va assolutamente toccato – persino il nome non può essere proferito! […]

Il porco: amico dell’uomo (soprattutto a tavola) – Prima parte

Il porco, dio per alcuni popoli, “bestia nera” per altri, ha una storia millenaria, fatta più di disgusto che di venerazioni. Intendiamo qui ripercorrere questa storia, suddivisa in due parti, con riferimento alla religione e alla simbologia, con incursioni nella letteratura e nelle scienze. Anzitutto alcune precisazioni terminologiche. Il maschio della specie suina è chiamato verro, dal latino ‘verrem’, connesso al maschio dotato di virtù generatrici: “quad grandes habeat vires”, nota Isidoro[1]. Il porco è il verro destinato alla macellazione. Il verro castrato – si dice maiale – è presumibilmente macellato. Il verro non castrato è adibito alla riproduzione, accoppiandosi […]